Domanda di: Ariel De rosa | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2026 Valutazione: 4.2/5
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Gesù considera il vino un simbolo centrale di gioia, abbondanza e nuova alleanza. Inizia il suo ministero trasformando l'acqua in vino eccellente alle nozze di Cana, mentre nell'Ultima Cena lo eleva a simbolo del suo sangue, versato per la salvezza. Il vino rappresenta anche la necessità di accogliere la novità del Vangelo (parabola del vino nuovo in otri vecchi).
Il vino è il dono che la sapienza offre a chi vuole essere saggio: «Venite!... Bevete il vino che ho preparato!» (Pr 9,1-5; cfr. Sir 24,17s). A chi vive nella retta via, il sapiente consiglia di bere il vino con cuore lieto perché Dio ha gradito le tue opere (Sir 9,7).
10 e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Perché Gesù non dice che il vino nuovo non può essere messo in botti vecchie?
Perché in questa parabola Gesù dice che il vino nuovo non doveva essere messo nei vecchi otri? Perché l'otre nuovo era abbastanza elastico e non si sarebbe rotto quando il vino aumentava di volume a causa della fermentazione. Ma l'otre vecchio ormai, non potendo estendersi perché diventato rigido, sarebbe scoppiato.
Nel Cristianesimo il vino è di fondamentale importanza nel rito sacro della messa quando, durante la benedizione, si ricorda l'ultima cena di Gesù. Qui il vino diventa il sangue di Cristo ed è identificato come “bevanda di salvezza”.