Gesù si rivolge a Israele confermando la centralità della fede nell'unico Dio ("Ascolta, Israele" - Mc 12,29) e la necessità del ravvedimento, descrivendo la sua missione come rivolta prima di tutto alle "pecore perdute della casa d'Israele" (Mt 15,24). Egli ne profetizza la sofferenza e la dispersione, ma anche il futuro salvezza e il ruolo centrale nella storia della salvezza.
Amerai...". In particolare, il testo di Mk recita come segue: "Gesù rispose: Il primo è: "Ascolta, o Israele, il Signore nostro Dio è l'unico Signore; e amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza".
La profezia di Luca 21 riguarda la distruzione del Tempio di Gerusalemme e i segni che precederanno la fine dei tempi e il ritorno di Cristo, includendo guerre, terremoti, carestie, pestilenze, persecuzioni e fenomeni celesti, esortando alla vigilanza, alla preghiera e a non farsi prendere dal panico, ma a vivere con fede il presente. Gesù avverte che queste cose accadranno ma non saranno la fine immediata, e invita i discepoli a cercare rifugio nei monti, fuggendo da Gerusalemme al momento della sua devastazione.
« Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. » ( Matteo 10:23, su laparola.net. )
La Sacra Scrittura ci dice che non tutti i popoli sono popolo di Dio, ma soltanto uno: il Popolo di Israele. Noi abbiamo accettato Gesù, il Figlio di Dio, e in Lui siamo diventati anche noi figli di Dio.