Domanda di: Giorgio Mancini | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il Salmo 38 è una delle sette preghiere penitenziali, attribuita a Davide, in cui l'orante esprime un dolore profondo e straziante, sia fisico che spirituale, invocando il perdono di Dio. Descrive la sofferenza come conseguenza del peccato, sentendosi abbandonato da amici e perseguitato dai nemici, ma confidando pienamente nella salvezza divina.
Il Salmo 37 (o 36, a seconda della traduzione) è un canto di Davide che contrappone il destino del giusto e quello dell'empio, esortando a non invidiare i malvagi ma a confidare in Dio, che protegge i giusti e punisce i malvagi, promettendo loro eredità e pace, mentre gli empi saranno sterminati. È un salmo alfabetico, con versi che iniziano con le lettere dell'alfabeto ebraico, e i suoi temi centrali sono la fiducia nel Signore, la rettitudine e la giustizia, e la transitorietà della prosperità malvagia, come si vede in diverse versioni della CEI, Nuova Riveduta, e LND.
Benedetto il Signore, mia roccia, † che addestra le mie mani alla guerra, * le mie dita alla battaglia. Mia grazia e mia fortezza, * mio rifugio e mia liberazione, mio scudo in cui confido, * colui che mi assoggetta i popoli.
⏯ Salmo 35 | Testo e audio in italiano Signore, accusa chi mi accusa, combatti chi mi combatte. Afferra scudo e corazza e sorgi in mio aiuto. Impugna lancia e scure contro chi mi insegue; dimmi: "Sono io la tua salvezza".
Crea in me un cuore puro, o Dio, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla Tua presenza e non privarmi del Tuo santo Spirito. Rendimi la gioia di essere salvato, e lo spirito generoso mi sostenga. Insegnerò le Tue vie agli erranti, i peccatori a Te torneranno.