Domanda di: Flavio Sala | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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Per resina si intende qualsiasi miscela prodotta da una pianta, di tipo liposolubile, costituita da composti terpenici volatili e non volatili e/o di composti fenolici che siano: prodotti e stoccati in strutture specializzate interne o superficiali, che svolgano un ruolo nelle relazioni ecologiche della pianta.
La resina vegetale trova un vasto impiego in profumeria, un uso antichissimo che affonda le sue radici nella storia dell'uomo, ma può anche essere utilizzata come materiale impermeabilizzante oppure sotto forma di unguento o pomata per sfruttare la sua azione antisettica, antinfiammatoria e antispasmodica.
La resina si ricavava in due modi: dal legno vivo, raccogliendo le gocce di resina che stillavano da incisioni naturali o artificiali della corteccia di alberi resinosi, oppure dal legno morto, facendo spurgare le radici ricche di resina, come quelle del pino, attraverso la carbonizzazione e la distillazione.
La linfa elaborata o flemmatica è una soluzione acquosa caratterizzata dalla presenza di saccarosio, la cui concentrazione può raggiungere il 30% in peso dell'intera soluzione. La linfa flemmatica può inoltre contenere amminoacidi, sostanze minerali e ormoni.
Il compito della resina vegetale è infatti ha la funzione di curare la pianta dalle ferite e di proteggerla dagli attacchi patogeni. Oltre ad avere all'interno composti terpenici volatili, non volatili e composti fenolici, possono contenere anche altre sostanze come cere, oli o gomme.