Domanda di: Ing. Sirio Gatti | Ultimo aggiornamento: 30 marzo 2026 Valutazione: 5/5
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L'articolo 907 del Codice Civile stabilisce che chi ha diritto a una veduta diretta su un fondo vicino non può subire costruzioni a meno di tre metri di distanza; se la costruzione si appoggia al muro delle vedute, deve arretrare almeno tre metri sotto la soglia. Tale distanza si applica anche a vedute oblique e terrazze e serve a garantire la privacy e la sicurezza, vietando al vicino di costruire in modo da ostacolare o ridurre la veduta.
2. Per gli interventi edilizi sono prescritte le distanze minime come di seguito indicate: a) dai confini: metri lineari 5 nel caso di edifici con altezza superiore a 2,40 metri lineari; b) dai confini: metri lineari 3,00 nel caso di' edifici che costituiscono opere pertinenziali realizzate in applicazione dell'art.
Il diritto di veduta consiste nella facoltà del proprietario alle c.d. inspectio e prospectio nel fondo vicino, ovvero di guardare e sporgersi sulla proprietà altrui. Questo è riconosciuto dall'art. 907 C.C. e si sostanzia nel divieto di “fabbricare” ad una distanza inferiore a tre metri dalla veduta.
Qual è la differenza tra una veduta e un affaccio?
Le luci, secondo il codice civile, sono quelle aperture che consentono il passaggio di luce e aria, ma non permettono di affacciarsi sul fondo del vicino. Le vedute, invece, sono definite come le finestre o le altre aperture che consentono l'affaccio e il guardare di fronte, obliquamente o lateralmente.
La servitù di veduta consiste nel diritto per il proprietario del fondo dominante di osservare e affacciarsi sul fondo del vicino a distanza inferiore di quella prescritta dagli artt. 905-907 c.c.