Cosa dice Manzoni alla fine dei Promessi Sposi?

Domanda di: Enrica Farina  |  Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2023
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Alla fine del romanzo sono proprio i due sposi a suggerirci qual è la morale: purtroppo i guai, che tu li cerchi o meno, arrivano. Ma avere fiducia in Dio e comportarsi di conseguenza, fa in modo non solo che questi passino, ma che diventino la base per azioni migliori.

Quali sono le finalità dei Promessi Sposi?

I promessi sposi è anche un romanzo di natura realista, in quanto Manzoni cerca di tratteggiare le condizioni di vita delle popolazioni contadine e umili dell'epoca, e di criticare l'inefficienza e l'inadeguatezza del governo e delle istituzioni politiche nel fronteggiare gravi avvenimenti quali la peste e la carestia.

Perché i promessi sposi non hanno un lieto fine?

I critici oggi definiscono il Romanzo senza idillio poiché anche se presentono un lieto fine visto che si sposano e hanno anche dei figli e si riescono a sistemare anche nell'ambito economico, lo scrittore ci fa notare che i protagonisti non si trovano bene nel nuovo paese dopo tutte le dicerie su Lucia e Renzo…

Dove si concludono i Promessi Sposi?

A fine 1630 Renzo torna infatti a Milano nel pieno della peste per cercare la sua Lucia, e nel già citato Lazzaretto troverà il famigerato Don Rodrigo moribondo. La sua ricerca finirà poi con il lieto fine in viale Tunisia, dove finalmente si ricongiunge alla sua Lucia.

Cosa denuncia Manzoni con i Promessi Sposi?

È evidente il desiderio dell'autore di denunciare e criticare la giustizia dell'epoca dal fatto che abbia scelto (per primo fra tutti) come protagonisti del suo romanzo proprio due semplici e umili contadini, che ci rappresentano e manifestano le angherie delle quali erano vittime i deboli dell'Italia secentesca.

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