Massimo Decimo Meridio, protagonista de Il Gladiatore, pronuncia la celebre frase: "Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta, in questa vita o nell'altra".
“Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta... in questa vita o nell'altra”.
Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità! A nessuno arriva mai qualcosa che non sia in grado di sopportare. Forza e onore. Massimo: Quinto libera i miei uomini… il senatore Gracco deve tornare al suo posto… c'era un sogno che era Roma e sarà realizzato… questo era il desiderio di Marco Aurelio.
“Un soldato ha il grande vantaggio di poter guardare il suo nemico negli occhi.” “Il cuore di Roma non è il marmo del Senato, ma la sabbia del Colosseo.” “Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità!” “Il generale che divenne schiavo.
Massimo Decimo Meridio? Non è mai esistito, inoltre il nome del personaggio è chiaramente alterato. I Romani avevano un "praenomen" (quello che impropriamente chiamiamo "nome di battesimo" o nome proprio), che poteva essere Marcus, Caius (o Gaius), Lucius, Quintus, Decimus eccetera...