Per Socrate, l'amicizia (philia) è una relazione profonda basata sulla virtù, la verità e il bene comune, non sulla convenienza o sul semplice passatempo. Nei dialoghi platonici, specialmente nel Liside, emerge come un legame che arricchisce, unisce chi è simile nel bene e spinge a diventare persone migliori.
Platone, in età giovanile, ha dedicato un breve dialogo all'amicizia: il Liside. In esso il filosofo mette in luce come l'amicizia sia una forma di desiderio che arreca arricchimento in chi la possiede.
La frase più famosa di Socrate è probabilmente "So di non sapere" (o "Io so di non sapere"), che racchiude la sua filosofia sull'importanza dell'umiltà intellettuale, riconoscendo l'ignoranza come il primo passo verso la vera conoscenza, e non l'illusione di sapere. Altrettanto celebri sono il motto "Conosci te stesso" e l'idea che la felicità deriva dal contentarsi di ciò che si ha, non dal desiderare sempre di più.
Non esiste una singola frase "più bella", ma molte significative, come quella di Francis Bacon che dice "L'amicizia raddoppia le gioie e divide in due le sofferenze", o quella di Elbert Hubbard: "Un amico è qualcuno che sa tutto di te e ancora ti ama", e ancora di Ralph Waldo Emerson: "L'amico è la persona davanti alla quale posso pensare ad alta voce", sottolineando la libertà e la comprensione reciproca. Altrettanto celebre è l'idea che "La vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio" (Isabel Allende).
Secondo Oscar Wilde, l'amicizia è l'unico autentico sentimento, visto che l'amore è una malattia, intrisa di possesso, pretese, gelosia e sofferenze. Il valore di un uomo non è allora rappresentato dalla schiera di scalpi amorosi collezionati, ma dal numero dei veri amici conquistati sulle strade palpitanti della vita.