Domanda di: Ing. Celeste Marino | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2026 Valutazione: 4.1/5
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Per Socrate, l'intelligenza è la facoltà suprema legata alla conoscenza di sé e della virtù, sintetizzata nel motto "conosci te stesso". Non è un sapere nozionistico, ma la capacità di riconoscere la propria ignoranza ("so di non sapere") per ricercare la verità attraverso il dialogo, coincidendo con la virtù morale e la saggezza pratica.
La frase più famosa di Socrate è probabilmente "So di non sapere" (o "Io so di non sapere"), che racchiude la sua filosofia sull'importanza dell'umiltà intellettuale, riconoscendo l'ignoranza come il primo passo verso la vera conoscenza, e non l'illusione di sapere. Altrettanto celebri sono il motto "Conosci te stesso" e l'idea che la felicità deriva dal contentarsi di ciò che si ha, non dal desiderare sempre di più.
Socrate e la conoscenza Socrate credeva che la vera conoscenza inizia con l'ammettere l'ignoranza. Diceva: "So di non sapere niente". Attraverso il dialogo e le domande, pensavo che avremmo potuto avvicinarci alla verità.
Possiamo definire l'intelligenza un insieme di capacità costitutive e necessarie (il possesso di una buona disposizione a memorizzare e apprendere, l'abilità nel risolvere problemi, l'attitudine a capire in fretta, l'arguzia, l'elasticità d'uso degli schemi mentali, l'intuizione affettiva, etc.), sebbene l'intelligenza ...