Non esistono testimonianze storiche certe o frasi celebri documentate pronunciate da Giuseppe Garibaldi sul letto di morte a Caprera il 2 giugno 1882. Le celebri espressioni a lui attribuite, come "Obbedisco" (telegramma del 1866) o "Qui si fa l'Italia o si muore", appartengono ad altri momenti della sua vita.
qui si fa l'Itàlia o si muòre. – Frase attribuita dallo scrittore G. C. Abba a Giuseppe Garibaldi, il quale durante il sanguinoso combattimento di Calatafimi (15 maggio 1860) l'avrebbe rivolta a N. Bixio, in risposta al timore da lui espresso che fosse impossibile resistere alla preponderanza dei Borbonici.
"Obbedisco" è il contenuto del telegramma scritto da Giuseppe Garibaldi, allora capo del Corpo Volontari Italiani, il 9 agosto 1866, in risposta al generale Alfonso La Marmora, che gli aveva intimato di fermare la sua avanzata verso Trento contro gli austriaci nella terza guerra di indipendenza.
Cimitero. Dal cortile centrale, un sentiero conduce verso il piccolo cimitero di famiglia. Qui si trova la tomba di Giuseppe Garibaldi, sotto un grande masso di granito dove è inciso il suo nome.
#AccaddeOggi – 26 ottobre 1860, Giuseppe Garibaldi incontra il re Vittorio Emanuele II a Teano (Caserta) e, secondo una leggenda, pronuncia la parola “Obbedisco!”. (Si tratta di un clamoroso falso storico, perché Garibaldi usò in realtà quella parola in un'altra circostanza, per altro per iscritto.