Domanda di: Sig. Gianmarco Vitale | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2026 Valutazione: 4.4/5
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Non esistono testimonianze certe o univoche riguardo alle ultime parole pronunciate da Mozart prima di morire il 5 dicembre 1791. I racconti sulle sue ultime ore variano, mescolando realtà storica e leggenda, rendendo difficile confermare una frase specifica in italiano.
La Messa di requiem in Re minore K 626 è l'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart. Rimasta incompiuta per la morte dell'autore avvenuta il 5 dicembre 1791, fu completata successivamente dall'amico e allievo Franz Xaver Süßmayr.
Requiem in italiano significa "riposo eterno" o "pace" e si riferisce principalmente alla preghiera cattolica per i defunti, che inizia con le parole latine "Requiem aeternam dona eis, Domine" ("L'eterno riposo dona loro, o Signore"). Il termine viene usato anche per indicare la messa in suffragio dei morti (Messa da Requiem) e, per estensione, qualsiasi composizione musicale, opera d'arte o tributo commemorativo per i defunti.
Febbre reumatica con esito in infarto. L'ipotesi si deve all'odontoiatra Carl Bär e si sostiene sull'interpretazione di due episodi del 1763 e del 1766 come casi di febbre reumatica.
Era il 22 novembre del 1791 quando Mozart, di ritorno da Praga, finì “allettato” a causa di gonfiori diffusi in tutto il corpo e febbre alta. Il medico ordinò degli 'impacchi' freddi che però non servirono a molto. L'artista spirò infatti il 5 dicembre del 1792 dopo aver perso “conoscenza”.