Domanda di: Quarto Ferrara | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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La casherut indica, nell'accezione comune, l'idoneità di un cibo a essere consumato dal popolo ebraico secondo le regole alimentari stabilite nella Torah, come interpretate dall'esegesi del Talmud e come sono codificate nello Shulchan Arukh.
La Parola Ebraica “Kasher O Kosher” Significa Conforme Alla Legge, Consentito, Le Regole Principali Derivano Dalla Bibbia – La Torà. Divieto di mescolare carne e latticini nello stesso pasto: la Torà in ben tre passi raccomanda di non cuocere “il capretto nel latte di sua madre”.
Con il termine “kosher” (o “kasher“) – in ebraico “idoneo” – ci si riferisce a tutti quegli alimenti che gli ebrei più osservanti reputano adatti alla consumazione, in quanto rispondono ai requisiti della kasherut, l'insieme delle norme religiose che governano l'alimentazione.
Gli animali puri, ovvero quelli che gli ebrei possono mangiare, devono avere lo zoccolo fesso, ossia spaccato in due parti e che, al tempo stesso, sono qualificati come ruminanti (ad esempio, mucche, vitelli, agnelli e capre). È vietato invece mangiare la carne di maiale, cavallo e coniglio.
Sono quindi considerati puri, in linea di massima, bovini, ovini e cervidi, mentre non lo sono gli equini, i suini, le scimmie, tutti i rettili e insetti anche se con zampe. Nel 2008, una sentenza rabbinica ha determinato che le giraffe e il loro latte sono ammissibili e devono essere considerati kasher.