S o s (in italiano esse, pron. "èsse") è la diciassettesima lettera dell'alfabeto italiano e la diciannovesima in quello latino. In italiano viene utilizzata per indicare sia la S sorda di sasso (fricativa alveolare sorda), che la S sonora di sbaglio (fricativa alveolare sonora).
complicata (o s impura o preconsonantica) indica genericamente il caso grafico in cui la lettera S precede, all'interno della stessa parola, un'altra lettera consonantica; ad esempio: scoglio - a inizio parola. maestra - in mezzo alla parola.
Conosciamo tutti la regola ortografica che si imparava in prima elementare (ora scuola primaria): nella divisione in sillabe “la s va sempre a capo”. È quindi sbagliato dividere toscani in tos–ca-ni, l'unica forma corretta è to-sca-ni.
Definizione. L'a capo (o accapo, nome maschile invariabile) si ha quando in un testo scritto la frase è seguita da uno spazio bianco fino alla fine della riga. Spesso, ma non necessariamente, la riga di testo successiva che segue l'a capo comincia con un rientro tipografico.
Una consonante semplice forma una sillaba con la vocale seguente: da-do; pe-ra. Non si divide mai un gruppo di consonanti formato da b, c, d, f, g, p, t, v + l oppure r: a-tle-ti-ca; bi-bli-co; bro-do; in-cli-to; cre-de-re; dro-me-da-rio; fle-bi-le; a-fri-ca-no; gla-di-o-lo; gre-co; pe-plo; pre-go; tre-no; a-vrà.