Cosa fa l'assistente sociale nelle REMS?

Redazione Pubblicato il

FORNISCE SUPPORTO ALLE ATTIVITA' DELLA VITA QUOTIDIANA DI PAZIENTI PSICHIATRICI , ANCHE INSERITI NELLE STRUTTURE RESIDENZIALI DEL C.S.M. COLLABORA CON IL SERVIZIO SOCIALE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI SIU PROGETTI DI INTERVENTI DI MESSA ALLA PROVA NELLE STRUTTURE DEL D.S.M. (DATO A SETTEMBRE 2012).

Cosa si fa nelle REMS?

Le funzioni delle REMS prevedono di adottare una terapia e una riabilitazione strettamente personale nei confronti del paziente, tenendo conto del grado della misura di sicurezza giudiziaria e della pericolosità personale e sociale o del reato commesso.

Chi lavora nelle REMS?

Si tratta soprattutto di infermieri e altri operatori alla prima esperienza lavorativa e/o privi di esperienza in ambito psichiatrico e penitenziario.

Come avvengono gli accessi degli autori di reato nelle REMS?

Gli accessi avvengono per disposizione della Magistratura per tramite del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.

Chi gestisce le REMS?

La gestione interna è di esclusiva competenza sanitaria, poiché afferenti al Dipartimento di Salute Mentale delle ASL di competenza.

L'Assistente Sociale: ruolo nella clinica e sostegno alla rete sociale e famigliare.

Trovate 24 domande correlate

Quanto si sta in una REMS?

Ex opg, Corleone: “Le Rems siano delle strutture d'accoglienza” “Noi ospitiamo dieci uomini. Da quando abbiamo aperto ci sono state otto dimissioni, per una durata media della permanenza di circa sei mesi.

Chi sono i pazienti autori di reato?

I malati di mente autori di reato, storicamente identificati con i soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari, costituiscono da qualche anno una più ampia categoria di persone che, prosciolte penalmente per vizio di mente dalla responsabilità di un reato o ancora in attesa di tale esito, non ...

Chi sono i pazienti REMS?

Ministero della Giustizia

81/2014 per accogliere le persone affette da disturbi mentali, autrici di reati, a cui viene applicata dalla magistratura la misura di sicurezza detentiva del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o l'assegnazione a casa di cura e custodia.

Chi dispone le misure di sicurezza?

Competente a valutare la pericolosità sociale e ad emettere il provvedimento per l'esecuzione di una misura di sicurezza è il magistrato di sorveglianza.

Cosa vuol dire OPG?

(Ospedale Psichiatrico Giudiziario) era una struttura detentiva che, a seguito della riforma penitenziaria del 1975, ha sostituito i manicomi criminali. Alla O.P.G. non venivano, però, destinati acriticamente tutti gli autori di reato.

Cosa prevede la legge Basaglia?

La legge 180 del 1978, nota come legge Basaglia, non prevedeva di “lasciare liberi i matti”. Ha consentito la chiusura dei manicomi e l'abbattimento di qualunque “muro”, segregazione e istituzionalizzazione della salute mentale, ma non prevedeva affatto l'abbandono della persona con problemi di salute mentale.

Quanto tempo si può stare ai domiciliari?

La durata massima della custodia cautelare (e quindi anche degli AADD) viene in ogni caso indicata dall'art 303 cpp. Questo articolo stabilisce la durata massima di sei anni se si procede per un reato che prevede la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a venti anni.

Cosa comporta la pericolosità sociale?

Con pericolosità sociale si intende indicare una condizione che comporta l'applicazione di particolari misure - dette volta a volta misure di sicurezza o misure di prevenzione - nei confronti del soggetto definito socialmente pericoloso.

Quali sono le misure detentive?

Le misure detentive, come dice la stessa parola, prevedono che il soggetto sia collocato presso: un ospedale psichiatrico giudiziario (OPG); una casa di cura e custodia; una colonia agricola o casa lavoro.

Come si individua il reato più grave?

c.p., affermando che «in tema di reato continuato, la violazione più grave va individuata in astratto in base alla pena edittale prevista per il reato ritenuto [più grave] dal giudice in rapporto alle singole circostanze in cui la fattispecie si è manifestata e all'eventuale giudizio di comparazione fra di esse».

Chi guida le indagini?

Il codice di procedura penale stabilisce in modo perentorio (art. 327) che «Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della Polizia giudiziaria».

Chi deve riferire la notizia di reato?

1. Acquisita la notizia di reato, la polizia giudiziaria, senza ritardo, riferisce al pubblico ministero, per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi sino ad allora raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute, delle quali trasmette la relativa documentazione.

Chi decide sulla pericolosità sociale?

La pericolosità sociale del reo, la cui sussistenza è necessaria per l'applicazione di qualsiasi misura di sicurezza, deve essere valutata dal giudice ricorrendo ai criteri di utilizzo del suo potere discrezionale in merito alla determinazione della pena di cui all'art. 133.

Chi toglie la pericolosità sociale?

Una volta che il giudice abbia ordinato, con sentenza di condanna o di proscioglimento, e previo accertamento della pericolosità sociale del reo, l'applicazione di una misura di sicurezza, spetta dunque al magistrato di sorveglianza curarne l'esecuzione, provvedendo, anche d'ufficio, ad un riesame della pericolosità.

Come accertare la pericolosità sociale?

La pericolosità sociale deve essere quindi accertata – e non presunta – mediante un giudizio di prognosi del giudice, il quale: “Prendendo in specifica considerazione la gravità dell'illecito e la capacità a delinquere del soggetto, ritiene probabile che quest'ultimo compia altri fatti costituenti reato”[5].

Come si mantiene chi sta ai domiciliari?

Chi si ritrova agli arresti domiciliari è considerato dalla legge in custodia cautelare ed è tenuto a restare nel perimetro del luogo designato per l'applicazione della misura.

Cosa succede se vai a casa di una persona ai domiciliari?

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Chi può venire a trovarti ai domiciliari?

2) Ricevere visite

La persona agli arresti domiciliari non può ricevere visite. Gli unici soggetti ammessi, salvo espressa previsione del Giudice, sono i familiari conviventi e l'avvocato.

Chi è il matto?

Il matto è letteralmente “colui che ha perso l'uso della ragione”. La parola ha origine nel tardo latino mattus, matus «ubriaco». Boccaccio e Dante la usarono per dire “stupido, stolto” e “privo di discernimento”. Secondo il vocabolario Treccani è un sinonimo più popolare di pazzo e di folle.

Come si chiamano oggi i manicomi?

Oggi i manicomi sono stati sostituiti da: centri di salute mentale. strutture residenziali psichiatriche. residenze per le misure di sicurezza (REMS)