Un controllo fiscale può scattare quando l'Agenzia delle Entrate rileva anomalie, incoerenze o discrepanze tra i redditi dichiarati e il tenore di vita, gli acquisti effettuati o le movimentazioni bancarie. Fattori importanti includono l'uso di indici ISA, scostamenti del redditometro (ad esempio, auto di lusso con redditi bassi), la mancata emissione di fatture o operazioni bancarie non giustificate superiori a 10.000€.
La visita fiscale arriva durante le fasce di reperibilità stabilite (per privati: 10-12 e 17-19; per pubblici: 9-12 e 15-18, ma verifica sempre per sicurezza), senza preavviso, dal medico INPS incaricato, su richiesta del datore di lavoro o d'ufficio, e può avvenire in qualsiasi giorno di malattia (inclusi weekend e festivi) per controllare lo stato di salute del lavoratore.
Cosa sta controllando l'Agenzia delle Entrate nel 2025?
Questo significa che, nel corso del 2025, l'Agenzia può ancora controllare: tutti i redditi dichiarati dal 2020 in poi (5 anni a ritroso); ma anche i redditi dal 2018, 2019 o anche precedenti, nel caso in cui le dichiarazioni siano state omesse o irregolari (7 anni di tempo).
La visita fiscale viene richiesta dal datore di lavoro, sia esso pubblico che privato, quindi dalla azienda stessa, al fine di verificare lo stato di salute del lavoratore in caso di assenza per motivi di malattia. La prassi prevede che la richiesta possa essere effettuata tramite il portale INPS in modo telematico.