L'eccesso di assunzione di rame può comportare sintomi come febbre, nausea, vomito e diarrea. Nei casi più gravi si può avere anemia emolitica e arrivare al decesso. In rari casi, più frequentemente nei bambini, si può andare incontro a danni epatici o cirrosi.
Eccessi di rame dovuti all'assunzione per via alimentare sono rari. I possibili sintomi includono nausea, vomito, diarrea e febbre. Situazioni più gravi possono portare ad anemia emolitica e risultare fatali. Soli in rari casi, in genere nei bambini, si può andare incontro a danni epatici o cirrosi.
Se la tossicità da rame ha causato problemi come l'anemia oppure ha danneggiato i reni o il fegato, per rimuovere il rame in eccesso si inietta dimercaprolo intramuscolo oppure si somministra un farmaco che si lega con il rame, come ad esempio la penicillamina (somministrata per bocca).
Il rame ha un ruolo essenziale nel corretto funzionamento di numerosi enzimi. La quantità di rame assunto con la dieta è generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero, stimato per l'adulto tra gli 1.5 e i 3 mg.
Tra gli alimenti ricchi di rame ricordiamo ostriche, noci, semi, aragoste, fegato, verdure a foglia verde e cioccolato fondente. Il rame si trova in un'ampia varietà di alimenti e abbonda nelle frattaglie, nei molluschi, nei crostacei, nelle noci e nei semi. Anche i cereali integrali sono buone fonti di rame.