Il ritiro precampionato è un momento sacro e iconico per il calcio. Nell'immaginario collettivo, la preparazione estiva è piena di immagini rustiche, quasi poetiche: corse nei boschi, calciatori a rinfrescare i muscoli nel ruscello. Salite, ripetute e discese sui sentieri, torsi nudi e volti tirati dal sudore.
Le regole della pensione sono cambiate, i calciatori professionisti post 1996 andranno in pensione a 66-67 anni come i comuni mortali e percepiranno un assegno in base al versato. «In media sarà di 1500 euro per chi avrà 16 anni e 8mesi di contributi, quota non facile da raggiungere per tutti», spiegano all'Aic.
Nelle 12/24 h post partita è consigliato riposo, qualità del sonno, praticare attività aerobica a bassa intensità tra 60 e il 75% della FCmax, per periodi di tempo tra 15 e 30 minuti e tutte quelle attività di recupero attivo come il Foam Roller, lo stretching.
I calciatori non hanno una casa stabile, perché vivono dove giocano e spesso scelgono di rimanere dove meglio si sono trovati. Molto raramente, quindi, il posto in cui nascono è lo stesso in cui fanno carriera. Casa è tutto quello che riescono a creare con le relazioni, le esperienze, anche attraverso il cibo.
366 del 14 giugno 1973 (modificata l'1 gennaio del 1996 con l'innalzamento dell'età pensionabile e il passaggio al sistema contributivo). Al momento, un calciatore professionista ha diritto ad andare in pensione a 67 anni con 20 di anzianità contributiva.