Cosa fare dopo aver avuto un rapporto a rischio?

Domanda di: Timoteo Farina  |  Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026
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Dopo un rapporto sessuale a rischio, è cruciale agire tempestivamente: recarsi al pronto soccorso entro 48-72 ore per la profilassi PEP contro l'HIV, sospendere i rapporti sessuali, consultare un medico o un infettivologo e programmare test per le MST (HIV, sifilide, epatiti, clamidia) dopo 1-3 mesi.

Cosa devo fare se ho avuto un rapporto a rischio?

In caso di rischio, è consigliabile sospendere i rapporti sessuali e sottoporsi agli esami consigliati dal medico. Gli esami dovrebbero essere effettuati dopo almeno un mese dal rapporto a rischio, prima di iniziare una relazione stabile, o periodicamente in caso di rapporti non protetti con partner occasionali.

Cosa si fa dopo un rapporto non protetto?

Ecco alcuni controlli consigliati: 👉 Dopo circa 2–3 settimane è consigliato effettuare test per le infezioni batteriche: Clamidia, Gonorrea, Mycoplasma e Trichomonas. Questi batteri si rilevano tramite tamponi (vaginali o uretrali) oppure analizzando urina o liquido seminale.

Quali test fare dopo un rapporto a rischio?

Epatite: campione di sangue >​ TEST anticorpi Epatite C. Herpes Simplex: campione di sangue o tampone in loco > ​Anticorpi Herpes Simplex 1 e 2 (Igg + Igm) HIV: campione di sangue o di saliva per rilevazione di antigeni e anticorpi > TEST HIV. HPV: tampone cervicale >​ TEST ​HPV.

Quando fare il test dopo un rapporto a rischio?

È consigliabile aspettare fino al primo giorno di ritardo delle mestruazioni o almeno 21 giorni dall'ultimo rapporto non protetto prima di fare uno di questi test.

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