Domanda di: Ing. Ercole Bianco | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Quando la diagnosi è tempestiva un trattamento conservativo (in forma di ginnastica pelvica) è spesso sufficiente a contenere e spesso far regredire il disturbo, mentre con la progressione del prolasso possono rendersi necessari specifici dispositivi medici a supporto della vescica (pessario) o la chirurgia.
L'intervento chirurgico si rende necessario in queste casistiche: quando il prolasso è severo o completo (III°-IV°grado) quando il prolasso dell'utero ha coinvolto altri organi come ad esempio la vescica ed il retto con problemi legati alla minzione o alla defecazione (incontinenza e/o difficoltà)
In alcune forme di incontinenza urinaria da prolasso vescicale si può intervenire rinforzando la componente connettivale mediante infiltrazioni con sostanze riempitive sintetiche (acido ialuronico, collageni, derma porcino) oppure con cellule staminali prelevate dallo stesso paziente.
Prolasso vescicale o cistocele: quando la vescica perde la sua posizione anatomica. Il prolasso vescicale, o cistocele, è una patologia che si verifica quando la vescica si sposta dalla sua posizione anatomica a causa di un indebolimento del pavimento pelvico e della parete vaginale.
Si va dalla sensazione di un ingombro in vagina o di un peso a livello del perineo, dal dolore durante i rapporti sessuali alla difficoltà a urinare o a evacuare, da cistiti ricorrenti a presenza di emorroidi, da incontinenza di gas o feci a incontinenza urinaria da sforzo».