Se il partner non vuole figli, è cruciale affrontare la situazione con dialogo aperto, cercando di comprendere se si tratta di una posizione definitiva o passeggera, rispettando le reciproche posizioni senza forzature. Evitare di sperare in un cambio di idea o ricorrere a sotterfugi è essenziale, valutando invece la terapia di coppia o, nei casi estremi, la separazione per inconciliabilità dei progetti di vita.
In alcuni casi, ciò che spinge a non voler generare figli, è il desiderio di restare giovani, spensierati e con poche responsabilità. Solitamente è una motivazione maschile, ma non ne hanno l'esclusiva e sempre più donne riferiscono che sia proprio la loro motivazione.
Come si chiamano le coppie che non vogliono figli?
Le coppie dink sono quelle che possono contare su due stipendi, ma non vogliono avere figli. L'acronimo sta per "Double Income No Kids" e sta a indicare quelle famiglie che possono contare su due stipendi, ma che non desiderano avere figli.
Quando si introduce il nuovo partner, è utile usare un linguaggio semplice e positivo, senza mettere in discussione l'altro genitore. Ad esempio, puoi presentarlo come un amico, in modo graduale, per lasciare ai figli il tempo di abituarsi all'idea. Esempio: “Vorrei che conoscessi Marco, un amico che mi fa stare bene.”
Dal punto di vista biologico, l'età migliore per avere figli è tra i 20 e i 30 anni, con picco di fertilità femminile tra i 25 e i 30 anni, ma fattori sociali, economici e personali rendono la scelta individuale e spesso si posticipa la gravidanza, con la massima fertilità che inizia a calare significativamente dopo i 35 anni e rischi maggiori dopo i 40, sebbene oggi grazie alla medicina si possa gestire meglio.