Domanda di: Sig. Manfredi Grassi | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Cosa fare quando si cade in peccato mortale? La risposta è ovvia, confessarsi. Ma il punto è che spesso, pur formulando ben chiara l'intenzione di confessarsi, non c'è possibilità di farlo subito e nel frattempo passa qualche giorno.
I peccati mortali, anche se rappresentano la morte dell'anima e quindi una interruzione della relazione di grazia con Dio, possono essere perdonati solo ed esclusivamente se confessati in vero spirito di penitenza e solo se ricevono l'assoluzione sacramentale (cioè il sacramento della Riconciliazione).
Perché il peccato che si commette possa essere considerato mortale devono essere soddisfatte tutte le seguenti condizioni: deve avere per oggetto una materia grave; deve essere compiuto con piena consapevolezza; deve essere compiuto con deliberato consenso.
I vizi più gravi sono i sette vizi detti capitali, che sono: superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, gola, pigrizia o accidia. Esiste una personale responsabilità nei peccati commessi da altri, quando vi cooperiamo colpevolmente.
1. Per capire di cosa si tratta Secondo la tradizione e la dottrina della Chiesa, per ottenere il perdono dei peccati sono necessarie tre cose: la contrizione del cuore (un vero pentimento), la confessione dei peccati (da fare con un sacerdote), la penitenza (come terapia per guarire dalle conseguenze del peccato).