Cosa fare se si rompe il femore?

Domanda di: Fiorenzo Caruso  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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In caso di “femore rotto” (in medicina non si usa rotto ma fratturato) si procede nel 90% dei casi con l'intervento chirurgico. Il tipo di intervento cambia a seconda del tipo di frattura. Le fratture trocanteriche interessano una regione dell'osso vascolarizzata, dove cioè passa sangue.

Quanto si vive con un femore rotto?

Una delle conseguenze più gravi della frattura del femore, può essere la morte. Il tasso di mortalità oscilla tra il 20% e il 40%. Secondo le statistiche: 2 anziani su 10 che hanno subito questo trauma, dopo circa un anno, non sono più in grado di deambulare da soli.

Che succede se ti rompi il femore?

Generalmente la frattura provoca: Dolore acuto e immediato, che si può irradiare verso l'inguine, ma può essere avvertito anche all'altezza del ginocchio e della caviglia. Sensazione di uno schiocco al momento del trauma. Difficoltà a stare in piedi e a muovere la gamba.

Come capire se si è rotto il femore?

In linea generale quello che si osserva è un dolore immediato ed acuto nella zona ma che può arrivare ad irradiarsi fino all'inguine e può essere anche avvertito all'altezza del ginocchio e addirittura della caviglia. Anche flettere o ruotare l'anca con grande difficoltà è un sintomo della frattura del femore.

Come si cura un femore rotto?

Il trattamento di una frattura del femore richiede quasi sempre un intervento chirurgico di sintesi. Durante il periodo d'immobilizzazione bisogna comunque stimolare la muscolatura, per evitare che si indebolisca ma anche per aiutare la circolazione.

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