Domanda di: Nicoletta Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Sconfisse l'esercito a Farsalo e si fece nominare dittatore a vita. Fece riforme, riorganizzò le Istituzioni della Repubblica, assegnò le terre ai veterani e ai poveri, diede la cittadinanza agli abitanti della Gallia Cisalpina, fece opere pubbliche.
Generale romano, triunviro, dittatore (Roma 100/102 - ivi 44 a. C.). Nato da nobile famiglia romana, fu bandito da Silla; prestò servizio nelle province dell'Asia Minore tra l'81 e il 78, fu questore nel 70, edile nel 65, pontefice massimo nel 63, pretore in Spagna nel 62.
Occorreva secondo lui la costituzione di un forte potere centrale al fine di garantire l'ordine ed evitare i conflitti in Italia e nell'Impero. Nel 44 a.C. si fece eleggere dittatore a vita. Egli diventava così il primo dei Romani e gli venivano tributati gli onori tipici di un sovrano.
Cesare era molto amato dal popolo che aveva sempre cercato di difendere e di favorire con le sue riforme. Perfino nel suo testamento aveva lasciato trecento sesterzi ad ogni membro del proletariato urbano e ai legionari.
Nel 50 a.C. il Senato ordinò a Cesare di lasciare il comando dell'esercito e di tornare a Roma, ma il conquistatore della Gallia, che mirava a stabilire il suo comando personale e per questo voleva riformare le istituzioni della Repubblica in senso monarchico, decise sì di muoversi verso Roma, ma alla testa dell' ...