Isagora, politico ateniese del tardo VI secolo a.C. e leader della fazione conservatrice, tentò di instaurare un regime oligarchico ad Atene dopo la caduta del tiranno Ippia. Eletto arconte nel 508 a.C., cercò di sciogliere la boulé (consiglio dei 400) e si oppose alle riforme democratiche di Clistene.
Uomo politico ateniese (seconda metà sec. 6º a. C.); dopo la cacciata di Ippia, fu a capo della fazione conservatrice avversa alle riforme democratiche propugnate da Clistene.
Temistocle, fuggito e condannato a morte in contumacia, fu accolto alla corte persiana di Artaserse, che lo fece signore di Magnesia, dove morì nel 461 a.C., di morte naturale per lo storico Tucidide, di suicidio secondo altri.
Dopo la Prima Guerra Persiana, Temistocle si scontra con Aristide per il ruolo lasciato libero da Milziade. Atene sceglie tra i due con un referendum e, grazie all'ostracismo, Aristide viene esiliato.
Pitagora dunque fu preso mentre fuggiva: giunto a un campo di fave, pur di non attraversarlo si arrestò, proclamando che era meglio essere catturato piuttosto che calpestarle e preferiva farsi uccidere, piuttosto che parlare; così, fu sgozzato dai suoi inseguitori.