Giuda Iscariota (in ebraico: יהודה איש־קריות, Yəhûḏāh ʾΚ-qəriyyôṯ in arabo: يهوذا الإسخريوطي; Kerioth, ... – Gerusalemme, 26-36), figlio di Simone, è stato uno dei dodici apostoli di Gesù, quello che secondo il Nuovo Testamento lo ha tradito per trenta denari (Matteo 26:14-16) attraverso il gesto di un bacio.
Giuda comprò un pezzo di terra con i proventi del suo delitto e poi precipitando in avanti si squarciò in mezzo e si sparsero fuori tutte le sue viscere. La cosa è divenuta così nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, che quel terreno è stato chiamato nella loro lingua Akeldamà, cioè "Campo di Sangue".
Proprio durante l'Ultima Cena, Gesù dice che verrà tradito da uno di loro, causando sgomento e dispiacere negli Apostoli. Gesù si rivolge direttamente a Giuda dicendogli “Quello che devi fare fallo al più presto”.
Eppure uno di voi è un diavolo” (Gv 6,70). Gesù, che “conosce quello che c'è nell'uomo” (Gv 2,25), definisce Giuda Iscariota, il discepolo traditore, un diavolo. Giuda è presentato nei vangeli come l'uomo opportunista, colui che agisce sempre e soltanto in base al proprio interesse.
Con il Rinnegamento di Pietro (o Negazione di Pietro) ci si riferisce al triplice diniego in cui San Pietro, secondo i Vangeli canonici, ha rigettato per tre volte le accuse di essere un seguace di Gesù.