Benito Mussolini ha consolidato il rapporto con la Chiesa Cattolica principalmente attraverso i Patti Lateranensi del 11 febbraio 1929. Questi accordi posero fine alla "Questione Romana" (iniziata nel 1870 con la presa di Roma), riconoscendo la sovranità della Chiesa sullo Stato della Città del Vaticano e garantendo benefici reciproci tra il regime fascista e la Santa Sede.
Ai suoi inizi, il movimento di Mussolini era apertamente anticlericale e ostile alla Chiesa, di cui il confuso programma del 1919 minacciava seriamente i beni materiali.
Ateo militante negli anni giovanili, quando era socialista rivoluzionario, dopo la conversione all'interventismo e l'espulsione dal Partito socialista, alla fine del 1914, Mussolini era rimasto ateo, anticlericale e pagano, e tale si professava quando diede vita al fascismo: «Noi» scriveva all'indomani della sconfitta ...
Perché Mussolini stipula un concordato con la Chiesa di Roma?
Il desiderio di papa Pio XI di salvaguardare giuridicamente la libertà d'azione della Chiesa dopo l'avvento del Fascismo, assieme a quello del dittatore Mussolini di incanalare nel movimento fascista il cattolicesimo nazionale, portarono alla firma dei Patti Lateranensi.
L'Oro alla Patria fu una manifestazione a carattere nazionale organizzata dal regime fascista, avvenuta il 18 dicembre 1935, durante la quale gli italiani decisero di donare il proprio oro allo Stato.