Domanda di: Dott. Carlo Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2023 Valutazione: 5/5
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Nella prima tesi dell'opera Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico, Kant sostiene che «Tutte le disposizioni naturali di una creatura sono destinate a dispiegarsi un giorno in modo completo e conforme al fine, altrimenti la natura giocherebbe con l'uomo un gioco infantile, senza scopo».
La natura per Kant si adatta alle strutture innate del soggetto e non viceversa. Con la sua teoria della conoscenza Kant mise in rilievo un nuovo rapporto tra soggetto e oggetto. Egli riconobbe al soggetto la centralità nel processo conoscitivo ma sempre in relazione all'oggetto, ovvero ai dati sensibili.
Kant ritiene che esistano solo due forme pure a priori della sensibilità: spazio e tempo; il primo è la forma dell'intuizione sensibile esterna, il secondo è la forma dell'intuizione sensibile interna. Entrambi sono forme dell'intuizione, non concetti, come Kant sottolinea polemicamente contro Leibniz.
Per Kant le scienze si basano sui giudizi sintetici a priori (ampliano le conoscenze senza dipendere dall'esperienza) e sui dati tratti dall'esperienza. Questi giudizi sono possibili grazie alle modalità attraverso cui conosciamo: le forme a priori (schemi mentali) con cui filtriamo la realtà.
Sostanza, causalità e induzione sono principi fondati sulla ragione pura: il riconoscimento delle forme razionali pure come costitutive dell'oggetto della conoscenza portava Kant alla sua critica della ragion pura: la ragione è la nostra umana capacità di conoscere e la critica della ragione è l'indagine sul potere e ...