A una persona bipolare non dire frasi che minimizzano o giudicano come "è solo questione di volontà", "pensa positivo", "tutti abbiamo alti e bassi", o "è tutto nella tua testa", perché invalidano la malattia; offri invece supporto concreto, incoraggia la terapia, ascolta senza giudicare e chiedi come puoi aiutare, evitando di colpevolizzare o minimizzare i loro sentimenti, come suggeriscono Gruppo KOS https://kosgroup.com/it/news-e-media/approfondimenti/disturbo-bipolare e Fondazione Duedime https://duedime.com/il-caregiver/come-comunicare/.
In realtà i dati epidemiologici raccontano una storia diversa: gli episodi di aggressività nei pazienti bipolari sono prevalentemente concentrati nelle fasi acute di malattia e, nella quasi totalità dei casi, sono correlati a un abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.
Ci sono alcune cose che è meglio evitare quando si comunica con una persona affetta da disturbo bipolare. Innanzitutto, è importante non minimizzare le loro esperienze o emozioni. Frasi come “È tutto nella tua testa” o “Basta superarlo” possono sembrare insensibili e invalidanti.
evitare qualunque stimolo provochi uno stato prolungato di eccessiva emotività programmare gli impegni al fine di evitare ritmi di vita troppo intensi o stressanti (per esempio organizzando insieme un diario degli impegni)
“Nella cura del disturbo bipolare la terapia di mantenimento nel lungo periodo è lo stabilizzatore dell'umore. Tra i farmaci stabilizzatori dell'umore troviamo farmaci che vengono utilizzati anche come farmaci antiepilettici come ad esempio il sodio valproato, la carbamazepina, la lamotrigina o il topiramato o altri.