Durante il parto, è importante evitare pratiche routinarie non necessarie come il clistere, la rasatura pubica, la posizione supina obbligata, il digiuno forzato e l'uso indifferenziato di farmaci o esplorazioni uterine manuali, secondo le linee guida dell'OMS per la riduzione della violenza ostetrica. Bisogna anche evitare di trattenere il respiro, muoversi il meno possibile o lasciarsi prendere dal panico.
UN BEL PARTO IN ACQUA: l'acqua calda può aiutare a ridurre la percezione dolorosa e favorire la distensione dei tessuti del pavimento pelvico e questo aiuterà a limitare il rischio di lacerarsi (oltre a favorire anche la distensione della cervice durante il travalgio).
Rottura uterina (rara) Embolia da liquido amniotico (il liquido in cui è immerso il feto nell'utero entra nel torrente ematico della donna, a volte causando una reazione potenzialmente letale) Emorragia post-partum (emorragia eccessiva al parto)
La vera soluzione all'incontinenza in gravidanza è la riabilitazione del pavimento pelvico. Questa si è dimostrata efficace nel ridurre il rischio di perdite non solo in gravidanza ma anche nel post parto.
La fase più dolorosa del parto è spesso la fase espulsiva, specialmente nel momento in cui la testa e le spalle del bambino attraversano il canale del parto, generando sensazioni intense di pressione, stiramento e dolore localizzato in perineo, ano e zona lombare, a causa delle forti contrazioni e della stimolazione dei recettori del dolore. Questo dolore, sebbene intenso, è altamente soggettivo e può variare molto da donna a donna, con molte che lo descrivono come il picco di intensità.