Domanda di: Ing. Emilia Martino | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento, che emerge classicamente all'inizio della scolarizzazione e incide sulla capacità di leggere, e talvolta pure di scrivere, in modo corretto e fluente. Il dislessico, pertanto, è una persona con difficoltà di lettura e, talora, di scrittura.
Da un punto di vista clinico, la dislessia si manifesta attraverso una minore correttezza e rapidità della lettura ad alta voce rispetto a quanto atteso per età anagrafica, classe frequentata, istruzione ricevuta. Risultano più o meno deficitarie la lettura di lettere, di parole e non-parole, di brani.
Il dislessico usa il pensiero non verbale pertanto pensa per immagini. Non riesce perciò a dare un' immagine a quelle parole il cui significato non può essere raffigurato. Quando il dislessico legge, incontra uno stimolo sconosciuto, una parola o lettera che non può essere rappresentata con un'immagine.
Sono molto facilitati nel connettere idee diverse, il seme concettuale dell'innovazione e del cambiamento. Anche attraverso la tecnologia. E questo perché nei dislessici la connettività tra neuroni presenti nel nostro cervello a una distanza molto alta, è più accentuata. E i risultati si vedono.
In campo artistico le risorse dislessiche sono di ottimo supporto per attori e pittori, fotografi e scultori, registi e scrittori, musicisti e cantanti, sceneggiatori e costumisti.