Domanda di: Ing. Giacinta Morelli | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2023 Valutazione: 4.1/5
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Che rapporto aveva Cicerone con la religione? Di certo, per Cicerone, la religione era il giusto collante tra singolo individuo e Stato. La Religione, per i Romani, era dunque un qualcosa di pubblico. Si pregava per il bene dello Stato, per la salvezza di una grande collettività.
Cicerone ha una concezione romana della felicità e quindi il piacere è visto come debolezza, cedimento a istinti più bassi. Secondo Cicerone l'epicureismo fa mancare il senso di appartenenza ad una azione civica, sottrae all'umanità il suo impegno più alto. Pragmatismo, eclettismo e infine etica, il terzo punto.
A Cicerone, invece, l'esistenza degli dei appariva come necessaria: tutti i popoli credevano, e di conseguenza credeva anche lui. Pressappoco nello stesso modo, Cicerone analizza, poi, il tema dell'immortalità dell'anima, prendendo in prestito molte delle opinioni espresse a questo proposito da Platone.
divinitàAnche in campo religioso, Marco Tullio Cicerone si oppose alle teorie epicuree, secondo cui gli dei non si occupano delle questioni umane. Egli, più vicino alla concezione stoica, sosteneva invece l'esistenza di un principio provvidenziale che regola il mondo e, quindi, della divinità.
Qual è la più importante opera filosofica di Cicerone?
Cicerone affronto subito i grandi temi etici come possiamo vedere nelle sue due più importanti opere filosofiche. Ovvero il De finibus bonorum et malorum e le Tusculanae disputationes.