Cosa posso fare se i vicini si lamentano dei cani?
Domanda di: Ing. Bernardo Caputo | Ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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Se i vicini si lamentano del rumore dei cani, è fondamentale agire per ridurre i disagi ed evitare conseguenze legali, poiché il "disturbo della quiete pubblica" è punibile se il rumore supera la normale tollerabilità. Le soluzioni includono dialogare con i vicini, arricchire la vita del cane per ridurre l'ansia da separazione, e, nei casi persistenti, consultare un comportamentalista o addestratore.
Cosa posso fare se i vicini si lamentano del cane?
In questo caso è possibile sporgere denuncia presso la Caserma dei carabinieri nei confronti del vicino che non faccia nulla per limitare i disturbi del suo cane, considerato poi che a volte i cani abbaiano perché vengono maltrattati o perché hanno fame e sete.
La legge italiana non stabilisce orari precisi per l'abbaiare dei cani, ma sanziona i proprietari che non impediscono il disturbo della quiete pubblica, secondo l'articolo 659 del Codice Penale; il reato scatta se il rumore è continuativo e supera la normale tollerabilità (es. 5 decibel di giorno, 3 di notte), arrecando disturbo a una pluralità di persone e non a un singolo vicino, con possibili multe fino a 309€ e arresto fino a tre mesi. La giurisprudenza, inoltre, riconosce il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale (anche senza certificato medico) se l'abbaio compromette l'equilibrio psico-fisico dei vicini, secondo l'articolo 844 del Codice Civile.
A chi rivolgersi? Il servizio prevede la possibilità di contattare la Polizia Locale territoriale, ovvero quella del Municipio in cui l'animale è stato rinvenuto. In alternativa, è possibile chiamare la Sala Radio della Polizia Municipale al numero 06.67691, che fornirà il numero corretto per inoltrare la segnalazione.
Cosa dice la legge su questo argomento? La norma penale recita che “Chiunque, (…) suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 Euro”.