L'Italia e l'UE importano dalla Russia principalmente risorse energetiche e materie prime. Nonostante le sanzioni e la riduzione post-2022, il gas naturale, il petrolio (spesso via mare), il carbone e metalli come nichel, palladio e titanio rimangono i prodotti principali, sebbene l'UE stia diversificando verso altri fornitori.
Nel 2021 l'Italia importava il 39% del gas dalla Russia. Nel 2022 questo dato, dopo l'aggressione russa all'Ucraina, era sceso al 16%. Nel 2023 al 4%. Nel 2024 però è tornato a salire al 9%.
Nel 2021, l'Unione ha importato beni dalla Russia per 158,5 miliardi di euro, ovvero il 7,9 per cento delle importazioni totali dai paesi extra-UE. Si tratta quasi interamente di materie prime e di manufatti di base, prevalentemente idrocarburi e carbone.
Nel corso degli ultimi anni, l'Italia per ridurre la sua dipendenza dal gas russo - scesa dal 39,4% nel 2021 al 4,2% nel 2023 - ha soprattutto puntato sulle importazioni dall'Algeria via Transmed (gasdotto che collega Algeria e Italia passando per la Tunisia), le quali sono aumentate del 38%.
Nell'ultimo anno l'Ue ha importato gas e petrolio dalla Russia per oltre 19 miliardi di euro. All'indomani dell'invasione dell'Ucraina, nel 2022, l'Unione europea ha votato una serie di sanzioni a carico di Mosca e posto un embargo a petrolio e gas provenienti dalla Russia.