Domanda di: Giacinta Romano | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; ...
Il presidente della Repubblica ha infatti il ruolo di supremo comandante delle Forze Armate, mentre il ministro della Difesa ne è comandante in capo. Il presidente ha diritto di dichiarare la guerra.
In quest'epoca di globalizzazione, l'Italia non decide se entrare in guerra da sola. La chiamata alle armi viene stabilita con le organizzazioni sovranazionali di cui il nostro Paese fa parte: prime tra tutte, la Nato e l'Unione Europea.
L'applicazione della legge marziale comporta la sospensione, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza nazionale, di alcuni diritti fondamentali, come per esempio quello alla libera circolazione o alla riservatezza.
Sulla base di questi criteri, sono state vietate esplicita- mente diverse armi nelle convenzioni internazionali tra cui le mine antiuomo, le armi a grappolo, le armi laser accecanti, i proiettili Dum-dum, le armi biologiche e le armi chimiche. Alcuni di questi divieti valgono anche come consuetudine internazionale.