VIDEO
Trovate 24 domande correlate
Come si fa la domanda di allattamento?
Novità! Con Messaggio numero 3014 del 27 luglio 2018 l'INPS ha comunicato una importante novità relativamente alla domanda di riposi giornalieri per allattamento. Da tale data la richiesta di permessi non va più presentata al datore di lavoro in modalità cartacea, ma direttamente all'INPS dal sito dell'Istituto.
Come si calcola l'allattamento in busta paga?
L'autore di questa risposta ha richiesto la rimozione di questo contenuto.
Cosa c'è dopo la maternità obbligatoria?
Il congedo parentale (facoltativo) Dopo aver usufruito del congedo obbligatorio, la mamma lavoratrice ha a disposizione un periodo di sei mesi astensione dal lavoro: questo periodo può essere goduto fino agli otto anni di età del figlio in modo continuativo o frazionato nel tempo.
Come organizzare il rientro a lavoro se si allatta?
Estrarre il latte Sarà opportuno iniziare a estrarre e conservare il latte circa 15-20 giorni prima del rientro al lavoro, in modo da prendere confidenza con lo strumento (se si sceglie un tiralatte) o con la tecnica (se si opta per la spremitura manuale).
Da quando parte l'allattamento padre?
Il papà lavoratore può chiedere il permesso in alternativa alla madre fino al primo anno di vita del bambino o entro un anno dall'ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento.
Come si fa a prolungare la maternità?
Una volta terminato il congedo obbligatorio, lo stesso può essere esteso sino a sette mesi dopo il parto a fronte di:
Condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli alla salute della lavoratrice; Lavoratrice addetta a lavori pericolosi, faticosi o insalubri senza possibilità di essere spostata ad altre mansioni.
Come richiedere i 3 mesi dopo il parto?
Congedo di maternità dopo il parto: come fare domanda È possibile procedere in autonomia, tramite i servizi online predisposti dall'INPS, ovvero avvalendosi del supporto di Patronati o tramite il Contact center.
Come funziona la maternità dopo i 5 mesi?
NOVITA DALLA LEGGE DI BILANCIO 2022: la legge 30 dicembre 2021, n. 23 all'articolo 1, comma 239, dispone il riconoscimento dell'indennità di maternità per un ulteriore periodo di 3 mesi a decorrere dalla fine del periodo di maternità ovvero dopo i 5 mesi di maternità maternità/paternità canonici .
Quanto è lo stipendio in maternità facoltativa?
L'indennità Inps per i periodi di congedo parentale facoltativo è pari al 30% (o all'80% in base a quanto disposto dalla Manovra 2023) della retribuzione media globale giornaliera. Il risultato dev'essere poi moltiplicato per le giornate indennizzabili.
Chi fa il certificato di allattamento?
Come si effettua la domanda per l'allattamento a rischio? Dal momento in cui la neomamma lavoratrice partorisce, entro 30 giorni deve presentare al proprio datore di lavoro il certificato di nascita del figlio. In seguito spetterà al datore di lavoro valutare se ci sono dei rischi per la neomamma e per l'allattamento.
Quando il lavoro è a rischio per l'allattamento?
Allattamento a rischio: di cosa si tratta Ristorazione, settore alberghiero o domestico (a causa della possibilità di posture sbagliate); Agricoltura (ambienti troppo caldi o eventuale contatto con agenti irritanti); Industria (possibile esposizione ad agenti chimici o biologici);
Come prolungare la maternità dopo il parto?
Come fare la richiesta La richiesta va effettuata subito dopo la nascita del bambino, compilando e inviando una domanda alla direzione territoriale del lavoro (qui il link). Nel documento andranno specificati i rischi eventuali per la salute della donna dopo il parto.
Chi ha diritto a 9 mesi di congedo parentale?
per 10 mesi (elevabili a 11) entro i 12 anni di vita del bambino; per 9 mesi indennizzabili entro 12 anni di vita del bambino; Oppure 10 mesi, entro i 12 anni di vita del bambino per le famiglie con un reddito sottosoglia.
Quanti mesi di maternità si possono fare?
La lavoratrice madre ha diritto un periodo di 5 mesi di congedo di maternità (astensione obbligatoria): può scegliere se prendere 2 mesi prima del parto e tre mesi dopo, oppure un mese prima del parto e quattro mesi dopo.
Quanto tempo si può stare a casa in maternità?
Il congedo di maternità prevede 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro: in generale, la lavoratrice può assentarsi dal lavoro 2 mesi prima il giorno dell'evento e 3 mesi dopo il parto.
Cosa spetta alla madre dopo il parto?
La lavoratrice in questo periodo ha diritto alla conservazione del posto di lavoro e a un'indennità pari all'80% del proprio stipendio che viene pagata, a seconda della categoria cui appartiene la lavoratrice, direttamente dall'Inps o dal datore di lavoro.
Cosa succede dopo i 40 giorni dopo il parto?
I 40 giorni dopo il parto sono un periodo di 'assestamento' fisiologico, di cui il corpo – e la mente – hanno bisogno per rimettersi in sesto dopo i nove mesi di gravidanza e il parto; una fase in cui regrediscono tutte le modificazioni che hanno caratterizzato la gravidanza e si chiama "puerperio".
Cosa deve fare il papà dopo il parto?
Il papà dovrà pazientare qualche mese. Con il tempo il figlio inizierà a farsi conoscere, a prendere dei ritmi e di conseguenza la madre riuscirà a ritagliarsi del tempo per recuperare le energie e, più rilassata, ad esprimere i suoi bisogni con maggiore chiarezza non più dettati dalla pressione del momento.
Come funziona la maternità 2023?
Ciascun genitore ha diritto a tre mesi per ogni figlio. Questi tre mesi possono essere richiesti entro il primo anno di vita o di ingresso in famiglia; e non entro i primi 12. Le donne possono usufruire del congedo parentale dopo la fine del periodo di maternità retribuita all'80 per cento.
Quanto tempo si può prolungare la maternità?
L'istituto del congedo prevede inoltre la possibilità, in determinate situazioni, di prevedere un'estensione del periodo di congedo obbligatorio, l'estensione si può prorogare fino ad un massimo di 7 mesi dopo il parto.