Domanda di: Olimpia Romano | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Le cause più frequenti di ipercalcemia sono iperparatiroidismo e tumori maligni. Le caratteristiche cliniche includono poliuria, costipazione, anoressia, e ipercalciuria con calcolosi renale; i pazienti con alte concentrazioni di calcio possono avere debolezza muscolare, confusione e coma.
Tra questi ricordiamo stitichezza, nausea, iperacidità gastrica (l'ipercalcemia aumenta la secrezione di gastrina), dolori addominali, vomito, disturbi psicologici (depressione, stato confusionale, apatia, letargia fino al coma), debolezza, sete, poliuria, disidratazione e dolori ossei.
L'ipercalcemia acuta va trattata con un'infusione endovenosa di sodio cloruro (0,9%), per correggere la disidratazione; nei casi di severità è pensabile la somministrazione di farmaci utili per inibire la mobilizzazione ossea, quali bifosfonati ed acido pamidronico: questi farmaci esercitano la propria attività ...
Altri alimenti che riducono l'assorbimento del calcio sono la caffeina, il sodio (sale) e l'elevato apporto proteico. Il lattosio (lo zucchero presente nel latte) ne facilita invece l'assorbimento. Il Calcio introdotto con gli alimenti viene assorbito nell'intestino tenue.
In caso di ipercalcemia grave, l'ECG mostra un accorciamento dell'intervallo QTc, e sono descritte aritmie, soprattutto nei pazienti in terapia con digossina. Un'ipercalcemia > 18 mg/dL (> 4,50 mmol/L) può determinare shock, insufficienza renale e il decesso.