Domanda di: Vera Cattaneo | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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L'uso di benzodiazepine, una categoria di farmaci utilizzati per trattare ansia ed insonnia potrebbe essere associato ad un maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, in particolare per i pazienti che sono trattati con questi farmaci in maniera prolungata.
L'emivita varia tra i soggetti ed i più anziani tendono a smaltire queste droghe molto più lentamente, con la conseguenza di essere maggiormente soggetti agli effetti collaterali, tra i quali stordimento, atassia, confusione mentale, giudizio alterato e amnesia anterograda.
Come si manifesta la dipendenza da benzodiazepine?
I sintomi da astinenza possono comprendere ansia, depressione, ipersensibilità agli stimoli sensoriali, distorsioni percettive e spersonalizzazione. Sintomi psichiatrici di rimbalzo possono essere più gravi rispetto ai livelli pre-trattamento e possono persistere per lunghi periodi.
Un'overdose può causare capogiri, stato confusionale o respirazione rallentata. Sospendere un ansiolitico o un sedativo usato per molto tempo provoca ansia, irritabilità e problemi del sonno. I soggetti che diventano dipendenti da un ansiolitico o da un sedativo smettono gradualmente riducendo la dose.
Quando si parla di abuso di benzodiazepine? Per le benzodiazepine le linee guida parlano di uso a breve termine (non superiore alle 6 settimane). Come si è visto, tuttavia, è elevato il numero di pazienti che ne fa un uso cronico, eccessivo e prolungato, ignorando le prescrizioni mediche.