Domanda di: Raniero Martini | Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2026 Valutazione: 4.4/5
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La pillola anticoncezionale è un contraccettivo ormonale efficace che può causare effetti collaterali comuni e temporanei, come nausea, cefalea, variazioni d'umore, tensione mammaria, spotting (sanguinamenti irregolari) e talvolta aumento di peso o macchie cutanee (cloasma). Sebbene rara, può aumentare il rischio di trombosi venose, ipertensione e malattie cardiovascolari, specialmente in donne fumatrici o a rischio.
Può perdere efficacia quando dimenticanze ripetute, ma anche fattori acquisiti e modificabili, dalla dieta all'obesità (sopra i 90 chili) all'uso di antibiotici, ne riducono l'assorbimento e/o accelerano l'eliminazione, per cui l'ovaio può riprendere a ovulare e la donna a concepire, se c'è un rapporto fecondo.
La pillola agisce creando un ispessimento del muco della regione cervicale, che funge da ostacolo alla risalita di germi e microrganismi verso l'utero. Inoltre, riduce il flusso mestruale e mantiene una ridotta proliferazione dell'endometrio (cioè il rivestimento della cavità che è presente all'interno dell'utero).
La pillola induce la formazione di tumori epatici benigni, ma non è associata alle forme maligne di cancro del fegato. L'aumento di rischio è comunque legato al rischio individuale di partenza, che può variare da donna a donna.