Domanda di: Donatella De rosa | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2026 Valutazione: 4.7/5
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In caso di arresto cardiaco, si verifica una immediata perdita di coscienza e la cessazione del respiro autonomo. Spesso precede l'evento una sensazione di "cuore in gola", battito mancante, dolore toracico, vertigini o affanno. Si tratta di una condizione di emergenza critica che richiede immediata rianimazione.
Quando il cuore non lavora in modo adeguato e non riesce a pompare la quantità di sangue necessaria, questo determina una minore ossigenazione degli altri organi (cervello, polmoni, intestino, reni e i muscoli). Ecco perché fiato corto, dispnea, stanchezza e affanno sono tra i più comuni sintomi di sofferenza cardiaca.
In caso di arresto cardiaco avviene la cessazione dell'attività elettrica cardiaca, per cui il cuore si ferma con conseguente perdita di coscienza e cessazione delle altre funzioni vitali, inclusa la respirazione.
Le extrasistoli sono battiti cardiaci prematuri che si verificano all'interno del ciclo normale del battito. In pratica, il cuore produce un battito supplementare che non segue il ritmo abituale. Questi battiti possono avere origine sia negli atri (extrasistoli atriali) sia nei ventricoli (extrasistoli ventricolari).