Domanda di: Dott. Ippolito Villa | Ultimo aggiornamento: 24 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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In sintesi, il giudice chiamato a deliberare in appello dovrà, dopo aver ritenuto ammissibile l'impugnazione, decidere sui punti e sui capi della sentenza che l'appellante ha indicato come errati, limitando quindi la propria analisi (e pronuncia) a quegli specifici aspetti della sentenza e non alla sentenza in toto.
È un mezzo di impugnazione ordinario attraverso cui si richiede ad altro giudice, tramite l'enunciazione di motivi di fatto e di diritto, di effettuare un controllo sulla decisione di primo grado che si ritiene viziata.
L'appello civile è un'opposizione a una sentenza sfavorevole di primo grado. La parte che perde la causa chiede di riesaminare la vicenda in quanto non ritiene giusta la prima decisione presa. Utilizzando dei termini più appropriati possiamo dire che con un appello civile “viene impugnata la sentenza di primo grado”.
L'appello, nel diritto penale italiano, noto anche come secondo grado [di giudizio], è l'istituto al quale si ricorre per appurare gli eventuali errori incorsi nel primo grado di giudizio.
Nella qualità di organo giurisdizionale collegiale, la Corte di Appello è competente a decidere sulle impugnazioni contro le sentenze, in materia civile e penale, pronunciate in primo grado dai Tribunali ordinari e dal Tribunale per i Minorenni del distretto.