Domanda di: Dr. Silvano Testa | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Compostabile: un materiale che può essere conferito nei rifiuti organici (o umido) perché capace di trasformarsi mediante compostaggio insieme all'umido in compost. Il compostaggio che è un processo di decomposizione biologica di una sostanza organica in condizioni controllate.
Guardando il sacchetto bisogna fare riferimento alla dicitura di conformità della norma EN 13432:2002 e cercare sul sacchetto la frase “Prodotto biodegradabile e compostabile conforme alle normative comunitarie EN 13432” che di solito viene riportata lateralmente o nella zona frontale.
Qual è la differenza tra plastica compostabile e bioplastica?
La differenza tra un materiale biodegradabile ed uno compostabile sta nel modo in cui vengono smaltiti: un materiale compostabile si disintegra in meno di 3 mesi se a contatto con altri residui organici mentre per un materiale biodegradabile il 90% del materiale si biodegrada entro 6 mesi.
Di seguito un elenco di rifiuti compostabili: Avanzi di cucina (scarti di verdura e frutta, pane, fondi di caffè e tè, gusci d'uovo ecc.), scarti di giardino e di orto, purché di piccole dimensioni, fiori secchi o appassiti, foglie secche, gambi, segatura, materiali biodegradabili come carta assorbente e tovaglioli e ...
Un determinato oggetto si definisce compostabile se, come la parola stessa suggerisce, diventa compost quando entra, per un certo periodo di tempo, in contatto con elementi ricchi di sostanze nutritive o fertilizzanti (come ad esempio il terriccio fertile) e si trasforma in compost.