Domanda di: Ing. Michael Fiore | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Al momento della morte, possono comparire contrazioni muscolari e il torace può sollevarsi come durante la respirazione. Dopo l'arresto respiratorio, è possibile che il cuore si contragga ancora per qualche minuto e possono comparire convulsioni di breve durata.
Il respiro può diventare rumoroso, con gorgoglii, rantoli, crepitii. Può diventare superficiale, la frequenza respiratoria aumentare e il volume corrente decrescere. Oppure si possono osservare periodi di apnea, il respiro di Cheyne-Stokes o una respirazione con movimenti mandibolari.
Si prova quindi una sensazione di lacrimazione accompagnata da forte bruciore al petto: solo a questo punto il panico lascia spazio ad una paradossale sensazione di calma e tranquillità fino ad una perdita di conoscenza per mancanza di ossigeno, che precede arresto cardiaco e successivamente morte cerebrale.
Dal punto di vista medico per agonia si intende il progressivo spegnersi delle funzioni vitali che si verifica nel periodo di tempo immediatamente precedente la morte in tutti quei casi, e sono la grande maggioranza, in cui essa non colga l'individuo all'improvviso.
Subito dopo la morte, il sangue cessa di fluire, i tessuti non sono più ossigenati e quindi inizia la lenta decomposizione del corpo. Un'ora dopo la morte inizia il livor mortis o lividezza, momento durante il quale il corpo diventa pallido e si irrigidisce, questa fase dura 9-12 ore.