se la bandate ha svolto attività in nero per non oltre 60 giorni, la sanzione parte da un minimo di 3.600 euro e arriva ad un massimo di 21.600 euro; se la badante ha svolto lavoro in nero per oltre 60 giorni, la sanzione oscilla tra un minimo di 7.200 euro e un massimo di 43.200.
Cosa rischia il datore di lavoro per un collaboratore in nero?
In questo caso, la Direzione Provinciale del Lavoro può applicare al datore di lavoro una sanzione che va da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore "in nero", maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro ...
Come difendersi da una vertenza di una badante in nero?
Il miglior modo per difendersi da una badante in nero che minaccia una vertenza è quello di procedere ad una regolare assunzione, riconoscendo alla lavoratrice ogni diritto previsto da Ccnl, da retribuzione a ferie, permessi, malattia.
La paga mensile forfettaria in nero dipende ovviamente dalla contrattazione. Può aggirarsi tra 700 e 1.000 euro. La differenza sostanziale per chi non ha un contratto è il mancato versamento dei contributi, non avere diritto alla tredicesima mensilità, le ferie non saranno retribuite.
Cosa fare se la badante non vuole essere messa in regola?
L'assunzione non è una libera scelta delle parti, né è rimessa alla volontà della colf o della badante: è invece obbligatoria per legge. L'omessa regolarizzazione della lavoratrice domestica costituisce tuttavia un illecito amministrativo punito solo in capo al datore di lavoro e non della lavoratrice.