Chetoacidosi diabetica Si ritrovano livelli molto elevati di glicemia (tra i 500 e i 700 mg/dl) e glicosuria (glucosio nelle urine) con notevole disidratazione (perdita di liquidi), dolori addominali, anoressia (mancanza di appetito), vomito, nausea.
L'unica strategia terapeutica per abbassare rapidamente un elevato valore di glicemia è la somministrazione di insulina, che tuttavia deve avvenire dietro stretto controllo medico per evitare altrettanto pericolose crisi ipoglicemiche (valori troppo bassi di glicemia).
Quando il valore della glicemia diventa pericoloso?
Con valori superiori a 200 mg/dl, si fa diagnosi di Diabete mellito. Rientrano poi nei limiti di norma risposte con glicemia a 2 ore dal pasto <140 mg/dl, mentre nella fascia compresa tra 141-199 mg/dl si parla di ridotta tolleranza ai carboidrati.
Quanto deve essere la glicemia per andare in coma diabetico?
La sindrome ipeglicemica iperosmolare è una complicanza acuta (cioè sopravviene improvvisamente) del diabete, ed in particolare del diabete di tipo 2. Il coma è la conseguenza neurologica più grave di questa sindrome e insorge quando l'osmolarità totale sierica aumenta, superando il valore di 350 mOsm/l.
La glicemia alta diventa invece pericolosa quando resta a livelli elevati per lunghi periodi: può portare a condizioni gravi a livello cardiovascolare (cuore e vasi sanguigni), neurologico, oculare e renale ma il più delle volte a due specifiche complicanze rischiose per la vita: Chetoacidosi diabetica.