Domanda di: Augusto Parisi | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Greci e romani non utilizzavano sapone ma oli profumati e strigili, ovvero attrezzi ricurvi in metallo (dei raschietti insomma) con cui veniva rimosso lo sporco dalla pelle.
Da olio, o grasso animale, mescolati a cenere di legno di faggio si produceva un sapone molle (sale di potassio), di facile preparazione, impiegato per usi domestici fino al XIX secolo. Il sapone duro, ottenuto mescolando olio vegetale con soda ricavata dalle ceneri di alghe marine, veniva prodotto industrialmente.
La prima testimonianza dell'esistenza del sapone risale al 2800 a.C. e proviene da scavi nella zona dell'antica Babilonia. In quella zona fu ritrovato un materiale simile al sapone conservato in cilindri d'argilla che recano incise delle ricette per la preparazione.
Il sapone è facile da produrre da qualsiasi grasso e di solito le frattaglie di qualsiasi animale macellato venivano cotte per produrre sapone con l'aggiunta di liscivia. Quello che succede è la transesterificazione; i trigliceridi reagiscono con la liscivia, formando sali di sodio di acidi grassi e glicerolo.
Le origini del sapone risalirebbero ai babilonesi intorno al 2800 a.C. Se ne parla anche nei papiri egizi e nella Bibbia. Il sapone nei secoli è stato utilizzato per lavare la lana nell'industria tessile, per curare piaghe e malattie della pelle, per tingere i capelli e come unguento.