Cosa si vede con il campo visivo computerizzato?

Domanda di: Giuliano Costantini  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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L'esame del campo visivo computerizzato mira a rilevare eventuali alterazioni della percezione degli stimoli visivi luminosi, da parte della retina o del nervo ottico, che possono essere sintomi di diverse patologie oftalmiche o neurologiche.

A cosa serve fare il campo visivo computerizzato?

Come si svolge l'esame del campo visivo computerizzato? Il paziente è posto in modo da fissare 4 mire luminose di colore verde all'interno di una cupola e dovrà tenere un pulsante in mano. Le luci servono da mire di fissazione e devono quindi essere fissate per tutta la durata dell'esame.

Cosa evidenzia il campo visivo?

La misurazione del campo visivo permette di evidenziare gli eventuali difetti della visione centrale o periferica, quindi risulta utile per diagnosticare e monitorare la progressione di alcune patologie della retina, del nervo ottico e del sistema nervoso centrale, come il glaucoma, le neuriti ottiche e le maculopatie.

Quando il campo visivo non va bene?

Il restringimento del campo visivo può dipendere da molte patologie, tra cui: cataratta, degenerazione maculare senile, distacco della retina, glaucoma, aneurisma cerebrale, fori maculari, miopia, retinite pigmentosa, retinopatia diabetica, strabismo o retino blastoma. Può essere causato anche da un trauma cranico.

Quali sono i valori normali del campo visivo?

Si definisce “campo visivo” quella porzione di spazio percepita da un occhio immobile. In assenza di alterazioni un campo visivo cosiddetto “normale”, si estende oltre i 90° temporalmente, 60° nasalmente e superiormente e circa 70° inferiormente.

Riccardo Berti Riboli - Esame del campo visivo computerizzato