Cosa significa "a m'arcord" in dialetto romagnolo?
Domanda di: Ing. Leonardo Bianchi | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2026 Valutazione: 4.9/5
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Il titolo 'a m'arcord' significa in dialetto romagnolo, 'io mi ricordo'; ed è citazione da una poesia che si legge nel volume pubblicato da Rizzoli, con il trattamento del film: una poesia dialettale che evoca, accanto a Fellini, la figura del suo nuovo collaboratore Tonino Guerra.
La scelta del titolo Amarcord deriva dal dialetto della sua terra d'origine, la Romagna; è l'abbreviazione di “Mi ricordo”. Per l'esattezza, “A m'arcord” in romagnolo è un'abile miscela di quattro parole: amore, ricordo, amaro e cuore.
“Mi vado a letto”, “Prendilo su d'in terra”, “Mi sono sagat- tato”, “Mi hanno fatto la gambarella” ecc. ecc., fino ad arrivare al fatidico “Ho rimasto”.
s. m. [voce romagn., propr. «io mi ricordo», dal titolo dell'omonimo film del 1973 di F. Fellini]. – Ricordo, rievocazione nostalgica del passato: quando ci siamo rivisti abbiamo fatto un lungo amarcord.
"Amarcord" in romagnolo significa "io mi ricordo" (da "a m'arcord"), ed è una parola resa celebre da Federico Fellini nel suo film omonimo, diventando un termine italiano per indicare una rievocazione nostalgica e affettuosa del passato, specialmente dell'infanzia e dei momenti lontani, con una sfumatura di malinconia ma anche di tenerezza.