Nelle antiche civiltà il riccio era un animale legato alla terra, quindi simbolo di fertilità. Strisciando per terra, la pancia infatti è a continuo contatto con la terra creando così una connessione continua con la terra e con tutto ciò che è fertile.
Nonostante il suo essere così spinoso è un animale molto simpatico che amo giocare e che non vi attacca mai per primo, se non in rari casi. Fin da sempre, infatti, il riccio rappresenta il simbolo della fiducia, amicizia e spensieratezza.
Sono animali selvatici, tutelati dalla legge: non possono essere spostati né trattenuti se non per gravi motivi di salute e, in questo caso, devono essere consegnati ai CRAS (centri di recupero animali selvatici) della zona di appartenenza.
In Italia i ricci autoctoni (quelli che troviamo nei boschi e nelle campagne) non si possono tenere in casa. A tutelarli esistono diverse leggi regionali e nazionali (tutelato dalla legge 157 del 1992, che ne vieta la cacciabilità e che lo annovera tra gli animali protetti).
Al primo contatto tra pelle e riccio di mare, si percepisce immediatamente un dolore intenso, che può durare alcune ore. Le reazioni infiammatorie immediate della puntura sono conseguenza della rottura degli aculei nella cute, dalla quale non sono facilmente estraibili per la loro fragilità.