"Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus" significa "la rosa primigenia esiste solo nel nome, possediamo soltanto nudi nomi", ed è la celebre frase finale del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco, che riprende un verso di Bernardo di Cluny; la frase sottolinea la caducità delle cose reali, di cui restano solo le parole e i ricordi, contrapponendosi al nominalismo e al realismo medievale sulla natura degli universali.
Tradotto letteralmente, il verso di Eco intende sottolineare che al termine dell'esistenza della rosa particolare non resta che il nome dell'universale.
Cosa significa l'ultima frase del nome della rosa?
La frase finale de Il nome della rosa, «Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus» («Resta, la rosa primigenia, col suo nome, noi abbiamo solo nudi nomi»), significa che le cose passano, svaniscono, e restano solo le parole e i nomi, riassumendo la caducità del mondo e il dibattito medievale sugli universali (il nome esiste più della cosa) e il nominalismo, ovvero che la realtà è fatta di singoli individui e non di concetti astratti, come sostiene il razionalismo di Guglielmo.
Qual è il significato del titolo "Nome della rosa"?
Molto si è dibattuto poi sul significato dello stesso titolo. Il “nome della rosa” altro non sarebbe che il nome della ragazza (Rosa) con cui Adso intrattiene il suo occasionale amplesso: nel romanzo ella è infatti l'unico personaggio il cui nome viene taciuto.
“Era una bella mattina di fine novembre”: questo è l'incipit del primo capitolo del Nome della rosa, l'esordio come romanziere di Umberto Eco e uno dei libri di maggior successo degli anni Ottanta.