Domanda di: Alberto Sanna | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Gli scatti nel sonno sono anche noti come mioclonie notturne. Si tratta di piccoli movimenti involontari di breve durata che avvengono durante le prime fasi del sonno o nell'addormentamento. Si stima che le mioclonie notturne interessano almeno il 70% della popolazione ma chi ne soffre difficilmente se ne rende conto.
La causa è da ricercare in una reazione naturale del cervello che provoca questi scatti nel sonno per riprendere il controllo dei muscoli. Il cervello cioè interpreta l'immobilità del corpo come un segnale negativo e lancia queste scosse improvvise.
Come se il materasso sparisse da sotto il vostro corpo facendovi svegliare di soprassalto, con il cuore che batte a mille? Vi dice qualcosa? Si'? Allora significa che avete provato le scosse ipniche (che si verificano nel sonno) o ipnagogiche (che si manifestano durante l'addormentamento)!
Perché mentre ci addormentiamo abbiamo degli scatti?
Mentre si passa al sonno, il ritmo alfa inizia invece a spezzarsi, si scombina, e le onde cerebrali generalmente cominciano a rallentare. È a questo punto che può capitare di svegliarsi con uno scatto. Gran parte delle persone – circa il 60-70 per cento – afferma di avere spasmi ipnici.
Le mioclonie sono delle scosse ipniche (durante il sonno) o ipnagogiche (durante l'addormentamento) brevi, improvvise e intense, del corpo, avvertite prevalentemente in fase di addormentamento. Di solito le mioclonie ipnagogiche non svegliano il soggetto, ma vengono anzi riferite da chi ci sta accanto nel letto.